Chiesa di Sant’Agostino

Chiesa di Sant’Agostino

La più antica ed originale chiesa di Gallese

La chiesa di Sant’Agostino, la più antica di Gallese, fu costruita, insieme all’adiacente convento, nell’VIII secolo dai benedettini ed affidata successivamente agli Eremitani di Sant’Agostino. E’ stata più volte rimaneggiata nelle sue forme ed è stata arricchita da numerosi affreschi, alcuni dei quali, realizzati in delle nicchie semicircolari che presentano un originale e particolare effetto tridimensionale.

 

Sant’Agostino si affaccia sull’omonima piazza del centro storico, a pochi passi dalla Chiesa di San Lorenzo. La Chiesa originariamente dedicata a San Benedetto, fu costruita dai monaci benedettini, insieme al convento ancora oggi presente sulla sinistra dell’edificio, ma interamente ricostruito nel XVI-XVII secolo. L’edificio aveva una unica navata rettangolare, terminante in un’abside quadrangolare, con una planimetria tipica delle chiese degli ordini mendicanti. Nel 1356 fu affidata all’ordine degli Eremitani di Sant’Agostino e successivamente fu rimaneggiata nell’impianto: nel XIV-XV sec. fu aggiunta la Cappella dell’Annunziata ed in seguito la navata laterale con tre grandi arcate, infine la torre campanaria (fine XV-inizi XVI). Il ciclo decorativo interno evidenzia ancor di più la complessa storia della chiesa. Sulla parete di controfacciata, a destra dell’entrata, troviamo un affresco datato 1520 con Sant’Antonio Abate, San Sebastiano e San Famiano e in alto la Madonna con Bambino che sovrasta il paesaggio di raccordo tra le figure. La scena è inquadrata da una caratteristica arcata ricavata nel muro e dipinta con finta prospettiva che da un sorprendente effetto tridimensionale. Questa caratteristica la ritroviamo anche negli affreschi della navata laterale de La Maddalena e di San Rocco, anch’essi del XVI secolo.

 

Gli altari laterali, nella navata destra, sono dedicati all’Immacolata Concezione, alla Madonna col Bambino e a Sant’Antonio Abate, e presentano elementi in stucco e piccole immagini affrescate sulla sommità degli stessi, raffiguranti il Padre Eterno e la Madonna dei Raccomandati. In quest’ultimo dipinto sono rappresentati alcuni elementi di una confraternita locale, vestiti di saio bianco e con cappuccio bianco. L’altare maggiore, sopraelevato rispetto al piano della chiesa, ha un arco trionfale ad ogiva con una volta a crociera sorretta da capitelli di tufo, oggi inglobati nel muro, ed accoglie al centro della Gloria l’immagine della Madonna del Buon Consiglio, dipinta dal pittore ternano Pietro Francesco Barla nel 1752. A fianco della Madonna due dipinti della metà del XVI sec. ritraggono i Santi Benedetto e Agostino. Sulla parete sinistra invece, incorniciati da quattro pesanti cornici in stucco, le immagini di San Pietro, San Paolo, Santa Lucia e Santa Apollonia. Nella parete di controfacciata a sinistra dell’entrata, troviamo raffigurato un baldacchino con fiorami e animali fantastici, parte di un affresco più ampio che purtroppo è andato perso. Discorso a sé è quello della Cappella dell’Annunziata, locale che si apre sulla destra dell’Altare Maggiore, in cui ritroviamo gli stessi capitelli di tufo policromo dell’altare, con un pregevole ed interessante ciclo di affreschi databile al XVI secolo raffigurante scene della vita di Cristo: partendo da destra l’Annunciazione, la Natività, l’Adorazione dei Magi, la Strage degli Innocenti.

In basso a sinistra in una raffigurazione a monocromo compaiono figure di frati e scene allegoriche, mentre, dietro la piccola porta di accesso, è raffigurata l’immagine del committente. Nella chiesa sono stati ospitati anche due strappi restaurati, provenienti da un unico affresco della Sacrestia della stessa Chiesa che rappresenta la Pietà con San Giovanni, La Maddalena e un Vescovo e dipinti provenienti dalla Chiesa di San Lorenzo, la Trinità e i Santi Lorenzo e Famiano e La Crocifissione con la Vergine Maria e san Giovanni Evangelista del 1619.

 

Informazioni turistiche

La chiesa è situata in Piazza Sant’Agostino a Gallese. Si può visitare chiedendo al parroco presso il Duomo (Chiesa Cattedrale).

 

Testo di Giovanni Biallo